RITRATTO DI MUSICO CON LIUTO

di Giorgio Ferraris

Ritratto di Musico con Liuto

Il Ritratto di Musico con Liuto attribuito al pittore fiorentino Anton Domenico Gabbiani (1652-1726)

Introduzione

Quando in un dipinto i riscontri stilistici, cronologici e geografici danno dati contrastanti è necessario approfondire il discorso. L'analisi del dipinto Musico con Liuto , attribuito a Anton Domenico Gabbiani (1652-1726) ha dato avvio ad uno studio per rispondere ad una serie di interrogativi:

-identità del liutista
-perché un liutista francese (o tedesco) in un contesto fiorentino
-chi ha composto il brano musicale, una Gigue in stile francese
La risposta ai vari quesiti ci permette di giungere ad una migliore attribuzione del dipinto stesso e forse a dipanare qualcuno dei tanti enigmi che quotidianamente cerchiamo fronteggiamo nell'ambito della musica antica.

NOTA: le immagini si aprono in una nuova finestra


Analisi generale del ritratto di liutista

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Il liutista è un uomo in giovane età, plausibilmente tra i 20 e i 30 anni, abbigliato in abito talare. Pur impugnando correttamente lo strumento, la sua postura è quella di chi ha terminato di suonare; con la mano sinistra indica una serie di fogli con annotazioni musicali, con accanto due penne e un calamaio, quasi a voler dire che la musica è stata composta da lui stesso.



Analisi organologica

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Lo strumento impugnato dal liutista è un liuto a 11 ordini di corde, il primo ordine singolo e gli altri a corde doppie. La visibilità completa delle corde si ha solo sulla tastiera del manico in quanto sul piano armonico il pittore ha rappresentato anche le ombre delle corde stesse. Le corde sono in budello e, nonostante il colore diverso dell'undicesimo ordine, non sembra che lo strumento sia incordato con corde filate. L'accordatura dello strumento, in seguito all'analisi dell'intavolatura, è pensata secondo il normale schema barocco francese. Infatti solo con questo tipo di accordatura la musica assume un significato plausibile e si rende suonabile.
Le dimensioni dello strumento dipinto sono le seguenti:
-lunghezza corda vibrante: cm.80,5
-distanza tra il primo e l'ultimo ordine al ponticello cm.13,5
-distanza tra il primo e l'ultimo ordine al capotasto cm.8,5
-11 legacci sul manico.
La dimensione dello strumento è leggermente superiore a quella di uno normale strumento reale sia nella lunghezza della corda vibrante sia nelle dimensioni della cassa; le altre misure sono nella media degli strumenti di quel tipo. 
La parte superiore del manico, all'altezza del capotasto è bruscamente interrotta, tanto da far supporre che il dipinto possa essere stato tagliato in quel punto.

 


Analisi musicologica

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Il pittore ha raffigurato in dimensione reale alcuni fogli di partitura musicale su cui, con il sistema dell'intavolatura francese, è stata scritta una Gigue in 3/8. Si leggono correntemente una dozzina di battute, più l'ultima finale. Il brano, pensato nella tonalità di re minore, si adatta perfettamente solo all'accordatura chiamata accord nouveau (che oggi viene definita "barocca") e che era praticata su uno strumento di tipo francese o tedesco della seconda metà del secolo XVIII.
Si esclude pertanto che lo strumento possa essere di area italiana, in cui il modello di liuto più diffuso aveva un'accordatura con intervalli tra le corde molto differenti da quella "barocca" francese e tedesca; non è quindi possibile leggere lo stesso brano su entrambi i tipi di strumento.

 

I dati ricavati per realizzare questa analisi sono il frutto di un lavoro di gruppo condotto da Giorgio Ferraris, Renato Meucci, Terrel Stone, Gabriele Rossi Rognoni, Michel Cardin e Franco Pavan.

Il gruppo di ricerca invita e ringrazia anticipatamente chiunque sia interessato a dare il proprio contributo culturale. La pagina verrà costantemente aggiornata in base ai nuovi sviluppi.

Milano, settembre 2009

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